1, 2, 3…SPANNOLINIAMO!

Tutto avviene quasi per caso. Prime giornate calde, il secondo compleanno di tuo figlio si avvicina e amici e parenti iniziano, come un mantra, a ripeterti “adesso è il momento giusto per togliere il pannolino! si fa in estate!”. E così, senza nemmeno sapere come affrontare il fatidico “spannolinamento”, ti fiondi con tuo marito a comprare un vasino. “Deve essere carino, colorato, deve invogliare il bambino a sedersi” ti rimbomba nella testa la voce di chi ci è già passato, così compri il vasino più tamarro che c’è sul mercato, gli manca solo il clacson!

Arrivata a casa lo piazzi in bagno, prendi tuo figlio, cerchi di metterlo seduto e spiegargli che lì si fanno “certe cose”. Ma lui, terrorizzato da quell’affare si ritrae e scalcia, non ne vuole sapere. Non ti arrendi, ci riprovi con fintissima serenità nei giorni successivi, finchè per magia un giorno lui acconsente, si siede e, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, finalmente “produce”!! e via con i complimenti, gli applausi, le feste e i sorrisi (ti hanno detto che bisogna fare così per gratificare e incoraggiare il bambino). Ecco però che ora che ha capito come funziona, il piccolo ci prende gusto e ogni due per tre urla, nel bel mezzo della colazione, del pranzo, della cena o in qualsiasi momento inopportuno: “pipì, pipì, pipiiiiiii!!!!!!” o “cacca, cacca, caccaaaaaa”, con le vene del collo e della fronte che gli scoppiano e la faccina rossa dallo sforzo e dalla gioia. Certo, ti devi alzare, tirargli giù le mutande, metterlo a sedere sul vasino e pulirlo 150 volte al giorno, ma non puoi nascondere che la gioia che tuo figlio ha negli occhi e nel sorriso in quei momenti, per quella scoperta e quel progresso, è commovente. E così nasce il “momento abbracci” sul vasino: il piccolo da poco ha anche imparato ad abbracciarti e baciarti con reale trasporto. Perchè non farlo anche durate una “seduta”?!

Il passaggio al riduttore è praticamente immediato e nel giro di poche settimane ti ritrovi il mangia-pannolini praticamente vuoto ed inodore (incredibile, facevi fuori un sacchetto al giorno e l’odore che proveniva fai fatica a scordarlo). In compenso ti trovi a lavare 150 mini (e deliziose) mutandine alla settimana. Ottima scusa per fare un po’ di shopping no? alla fine a tuo figlio servono più mutande di quelle del re di Inghilterra! ahah!

Insomma, che fatica questo spannolinamento, ma quanta gioia ci danno i nostri nanetti! Ogni pipì un sorriso, ogni pupù un abbraccio! <3

PRIMA VOLTA IN FIERA…COME ESPOSITORE !

E’ stato quasi per caso. Parlando con un’amica ho saputo che da lì a poco ci sarebbe stata la tradizionale Fiera di paese, del mio paese. In un lampo ho visto un’occasione per me, per Tra Pappe e Pisoli. Entusiasta sono andata – praticamente salterellando come una bambina – dal mio maritino, per parlargli della cosa ed ha approvato subito la mia idea di prendere parte alla fiera, con uno stand tutto mio. E, chi lo avrebbe mai detto, è stato lui a trovare la bellissima idea di creare un cerchietto gigante da mettere sul tetto del gazebo dello stand, costruendolo con un hula hoop. Nel giro di pochi giorni, tra una corsa e l’altra, sono riuscita ad organizzarmi e preparare tutto il necessario per l’esposizione: tovaglie rosa per coprire i tavoli, fiori di carta velina bianchi e rosa per decorarli, cornici con le foto di Margherita che indossa i miei cerchietti, ecc.

Domenica, sveglia ore 7.00. Doccia e colazione al volo. Mentre tiro su dal letto Margherita, il maritino carica l’auto con il materiale per la fiera. Portiamo di corsa la cucciola dai nonni, che per oggi se ne prenderanno cura. Noi invece corriamo alla ricerca della postazione del mio stand. Noooo! mi hanno messo accanto al tizio che vende ciambelle e panzerotti fritti!! e ancora, noooooooo! sono accanto al tizio che rammenda sedie di paglia!!! Un po’ scoraggiata per la posizione, inizio ad allestire lo stand con l’aiuto del maritino. Facciamo di fretta, la fiera sta per avere inizio. Quando tutto è pronto guardiamo il risultato finale: fantastico direi, uno stand tutto rosa e pieno di colori 🙂

La giornata vola, tra vendite e chiacchere. L’affluenza allo stand è positiva, grande il calore e l’affetto dei conoscenti e dei visitatori. Molti i complimenti. E chi l’avrebbe mai detto, il venditore di ciambelle e panzerotti accanto a me mi diventa anche amico. Ci si sostiene, ci si incoraggia a vicenda.

Arrivano le 19,00. Cala il buio, arriva il freddo. E’ tempo di tornare a casa. Carichiamo di nuovo tutto sull’auto, ritiriamo la piccoletta dai nonni e una volta a casa – dopo una doccia rigenerante – ci sediamo a tavola per una cena rapida. La stanchezza della giornata inizia a farsi sentire e andiamo a dormire stanchi, ma contenti per la giornata trascorsa e già carichi per la prossima fiera!

PRIMI GIORNI DI LAVORO DOPO LA MATERNITA’

Sei stata a casa per mesi, in maternità. Hai deciso di prenderti cura di tuo figlio e goderti questo periodo unico della tua vita, ma quante volte hai rimpianto la tranquillità e la pace – fisica e mentale – che il lavoro d’ufficio ti può dare?! Ebbene, ora che il momento di tornare al lavoro, dopo mesi di assenza, si avvicina, inizi a sudare freddo. Maggiori informazioni

PRIMI GIORNI DI ASILO NIDO

Da mesi sognavi questo momento e ti dicevi: le prime due settimane penso solo all’inserimento all’asilo nido, l’ultima settimana la tengo per me e poi rientro in ufficio fresca come un fiore. Ma ti avevano anche avvertito: “vedrai, quando inizia l’asilo nido si ammalerà ogni due per tre e tu con lei!”. Non ci credevi, non volevi crederci. E invece eccovi qui: terza settimana di asilo nido (quella che avevi sognato tutta per te, per andare a correre, per leggere, per dormire) tu e la pupetta ammalate,Maggiori informazioni

SHOPPING: PRIMA E DOPO UN FIGLIO

Sei single: lo shopping è sfrenato, devi fare conquiste. Via a abiti succinti, top, shorts, blazer, cardigan, jeans, leggins, jeggins, gonne, pantaloni a vita alta/bassa/media, a zampa, a sigaretta, a palazzo, sotto al ginocchio, stretti, larghi, a pois, a righe, a quadretti. Compri tacchi a spillo, a cono, ballerine, sneakers rosa/bianche/nere, zeppe, sandali alla schiava, espadrillas. Poi compri piumini corti, a tre quarti, lunghi, leggerissimi, intermedi e pesantissimi. Pellicce vere, finte e cappelli (quello da rapper, quello da neve, quello da vento, quello fashion). Compri una sciarpa nera, una blu, una grigia, una bianca, una di lana, una di cachemere, una di lino, una di cotone. Quando vai in profumeria entri col carrello vuoto ed esci talmente carica di acquisti che fai fatica a far girare le ruote: hai comprato Maggiori informazioni

HELP! MIO FIGLIO HA LA FEBBRE!

Mercoledì: il pianto di tuo figlio ti sveglia nel cuore della notte. Corri nella sua stanza, tutta rimbambita dal sonno. Lo prendi in braccio ed è quasi ustionante; pensi che sia per via del pigiama, quindi lo spogli, lo cambi, lo culli e lo rimetti a letto dopo averlo fatto addormentare. Poche ore dopo, di nuovo il suo pianto. Ti alzi, corri di là e lo trovi seduto nel lettino con i lacrimoni sulle guance. E’ ancora ustionante, di sicuro ha la febbre. Con l’aiuto di tuo marito gli misuri la febbre, mentre lui cerca di distrarre il piccolo, che fa’ di tutto per togliersi il termometro dall’ascella. Bip bip bip, guardi il termometro: 39 di febbre. Per prima cosa ti viene un colpo al cuore, poi corri a prendere la medicina ed inizi a contare ad alta voce le gocce da dare al bambino. Sei talmente assonnata che fai fatica a fare la moltiplicazione delle famose 3 gocce per ogni kg di peso. Rifai il calcolo più volte, poi quando finalmente sei sicura che 3 x 9 faccia 27, inizi a versare le gocce sul cucchiaino. Tuo marito blocca il bambino, tu cerchi di infilargli il cucchiaio in bocca, ma lui, con una forza che tu non avresti mai con 39 di febbre, lo scaraventa a terra. Pulisci a terra, riconti le gocce e questa volta le metti nel biberon insieme ad un goccio di acqua, sperando se la beva. Nulla da fare, il piccolo appena sente il sapore amaro sputa tutto. Raccogli tutta la pazienza che hai (poca), pulisci lui e il pavimento e rifai tutto da capo. Maggiori informazioni

NOVITA’ DELLA SETTIMANA

Ecco cosa troverai Sabato 22/09/2018 al POP CORN GARAGE MARKET di Milano!

Questa e tante altre novità, anche a prezzi mini!

A GATTONI!

Ogni giorno i neonati raggiungono nuovi traguardi. Un giorno sorridono quando ti vedono, un altro imparano a girarsi, un altro si mettono seduti, quello dopo…gattonano! Certo, all’inizio sono molto titubanti, muovono in avanti un braccio con la manina aperta e lo appoggiano a terra. Poi imparano a far leva su un ginocchio e lo piegano, ma per l’altra gamba è ancora presto, meglio tenerla distesa e di lato. I primi passi, a gattoni, sono incerti e lenti; ad ogni movimento lo sforzo è moltissimo. Ti guardano per cercare approvazione e incoraggiamento e tu, col cuore a mille e un sorriso smagliante, sussurri “vai, vai che ce la fai!!”. Qualche tentativo dopo aggiungono il movimento dell’altro braccio e raddrizzano la gambetta che fino a poco prima era tesa. Il gioco è fatto! Lei sorride e prosegue. Maggiori informazioni

REMISE EN FORME POST PARTO

Arriva l’estate e con lei milioni di articoli, sulle riviste femminili e non, per rimettersi in forma e sfoggiare un fisico al top. Ti fiondi in edicola, compri tutte le riviste su cui appare la parola “dieta” in copertina e appena hai un secondo a casa le sfogli. Dico le sfogli perchè non è che tu abbia poi tutto questo tempo a disposizione per leggere attentamente tutto. Diciamo che ti fai una vaga idea di quello che serve per dimagrire: eliminare pane, pasta, dolci, bevande gassate e zuccherate, fumo, alcol e fare attività fisica costante – almeno mezzora al giorno. Per quanto riguarda i primi tre punti ci provi ma è dura, mooolto dura. Che vita è senza un bel panino, senza un bel piatto di pasta, senza il dolcetto a fine pasto?? Per quanto riguarda le bevande non è poi così difficile, tanto di bere non bevi granchè, anche se vuoi far credere agli altri che sei un cammello, con la tua bottiglietta di acqua sempre in borsa. Fumo e alcol non ti riguardano, roba da teenager (tu sei già passata all’antirughe). Infine, l’attività fisica. Se calcoli che passi metà della tua giornata a sollevare tua figlia, che pesa 10 kg, e a portarla in giro a passeggio, sei a posto. Però la tonicità delle donzelle sulle riviste non ce l’hai. Basta con la scusa che non hai tempo perchè hai una neonata! Maggiori informazioni

PRIMO GIORNO AL MARE

E’ arrivata l’estate, il tempo è pazzerello. A volte fa’ freddo, a volte sudi come un maratoneta. Ponte del 2 Giugno, decidete di partire ed andare al mare, “per far cambiare aria alla bimba” ma in realtà sei tu quella che ha bisogno di cambiare aria. Non ne puoi più dell’aria del super, della farmacia, del bar. Inizi all’alba a preparare le valigie e finisci più o meno al tramonto. Il bravo maritino carica le valigie in auto e partite. Arrivate a destinazione verso mezzanotte. La mattina dopo vi svegliate (o meglio, vostra figlia vi sveglia), colazione per 3 e via, diretti in spiaggia, rigorosamente attrezzata con ombrellone, bar e bagni, perchè “non si sa mai”! Tutta bella contenta inizi a impanare la tua cotolettina, le metti un quintale di crema solare protezione 1000, poi te la metti tu, come se dovessi stare a prendere il sole, sdraiata su un lettino, per ore. Porti la pupa in acqua, dove fortunatamente sta volentieri, avendo fatto il corso di nuoto per neonati con papino. Maggiori informazioni