A GATTONI!

Ogni giorno i neonati raggiungono nuovi traguardi. Un giorno sorridono quando ti vedono, un altro imparano a girarsi, un altro si mettono seduti, quello dopo…gattonano! Certo, all’inizio sono molto titubanti, muovono in avanti un braccio con la manina aperta e lo appoggiano a terra. Poi imparano a far leva su un ginocchio e lo piegano, ma per l’altra gamba è ancora presto, meglio tenerla distesa e di lato. I primi passi, a gattoni, sono incerti e lenti; ad ogni movimento lo sforzo è moltissimo. Ti guardano per cercare approvazione e incoraggiamento e tu, col cuore a mille e un sorriso smagliante, sussurri “vai, vai che ce la fai!!”. Qualche tentativo dopo aggiungono il movimento dell’altro braccio e raddrizzano la gambetta che fino a poco prima era tesa. Il gioco è fatto! Lei sorride e prosegue. I primi giorni la pupetta se ne sta tranquilla sul tappeto della sala e gattonando rimane in quel perimetro, ma una mattina te la trovi all’improvviso in cucina, a leccare le gambe del tavolo. La sollevi, la rimetti in sala. Nulla da fare, ora che è esperta arriva in un secondo dove vuole, persino sotto allo stendipanni, che inizia ad agitare per far cadere i panni a terra. Tutto diventa un possibile pericolo, ti penti subito del tuo bellissimo arredamento moderno a spigoli vivi. Non puoi aspettare fino a sera per mandare tuo marito a comprare i paraspigoli e così ti fiondi in bagno a prendere le faldine di cotone – per l’igiene di tua figlia – e lo scotch di carta. In poco tempo la tua casa sembra reduce di un terremoto: faldine di cotone e scotch ovunque a protezione degli spigoli vivi. La piccoletta ovviamente che fà?? gattona a tutta velocità fino a queste riparazioni artigianali e con le sue dita tira lo scotch e lecca la faldina di cotone. Vederla dall’alto è uno spettacolo unico: lei, piccola peste a carponi, con quelle manine e quei piedini cicciotti sta esplorando il mondo e apprezza sinceramente ogni cosa. Emette sospiri, versetti e vocine in continuazione, è tutta vita per lei. Chissà cosa ci trova di così gustoso nello scotch, nel cotone, nella gamba del tavolo e nelle tue ciabatte (“Maggie! smettila di leccare le mie ciabatte!!”).

Forse dovremmo metterci anche noi a gattoni e guardare dal basso verso l’alto, con la stessa curiosità dei neonati nei confronti della vita.

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